IO SONO QUELLO CHE SONO

sabato, 19 febbraio 2011
 
indiano a cavalloA volte penso a come mi piacerebbe rivedere mia madre, abbracciarla, ma la vorrei vedere così com'era in vita, con quel suo corpo che lei stessa non amava perchè un pò su di peso e qualche difetto qua e là.
   Io non so com'è adesso, potrebbe essere un angelo di luce, ma io la vorrei rivedere com'era, nè più nè meno; era quello il corpo, la persona che io amavo.

   Questo mi fa anche pensare che anch'io un giorno non ci sarò più, rimarrò come coscienza, ma questo corpo non l'avrò più e sicuramente anche questo mio corpo mi mancherà anche se sarò diventato un essere di luce e penserò a quanto poco invece ho amato questo corpo, a quanto poco ho amato questa persona che sono.

   E penso alle parole di Tobias che mi hanno colpito molto e che diceva che ogni volta che moriva, la prima cosa che pensava era: "Mi sono amato? Ho amato me stesso?"
   Quante volte ci rivediamo bambini o ragazzi o anche adulti e vorremmo ritornare indietro per amarci perchè ci siamo resi conto che in quel momento, preoccupati per il futuro o per una certa situazione, non lo abbiamo fatto e ora invece, dato che quelle preoccupazioni sono passate, vorremmo ritornare indietro per amarci e abbracciarci.

   Io credo che la nostalgia dipende appunto dall'amore mancato, ossia abbiamo nostalgia soprattutto di quelle situazioni in cui sentiamo che non ci siamo amati e inconsciamente vorremmo ripeterla per rimediare. Però questo amore mancato in passato possiamo recuperarlo adesso, amandoci adesso.
 
   Tante volte penso, guardando un film o una partita o altro, come sarebbe bello essere un divo dello sport, della musica, del cinema, alto, bellissimo e che tutti adorano, ma poi rifletto e penso a quanto sto offendendo quello che sono ora, quanto questi pensieri offendono la mia persona di ora e mi immagino a testa bassa in uno spigolo che si sente rifiutato da me stesso e allora, sempre nell'immaginario lo vado a prendere ed abbracciare forte forte chiedendogli scusa dei miei pensieri offensivi e irrispettosi.

 E anche pensare di diventare un maestro spirituale o un illuminato offende quello che io sono.
    Anche pensare ad un'evoluzione, che poi è un'illusione perchè non esiste il divenire ma l'essere, pensare a diventare più grande, più cosciente non fa che offendere quello che sono ora.

E' vero, noi non ci accettiamo così come siamo!

   Ora le parole di Adamus, "Io sono quello che sono", mi appaiono più chiare, più limpide e quando dice "Io sono quello che sono, perchè non me ne frega niente" le trovo giuste. Io sono quello che sono, perchè non me ne frega niente di essere un maestro, di essere evoluto, di essere illuminato. Io sono quello che sono e non voglio essere altro, perchè voglio amare questo "io sono quello che sono" senza se e senza ma.

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