IL PERDONO

giovedì, 24 marzo 2011
 
IDENTIFICAZIONESe devo essere sincero, la parola "perdonare se stessi" o "perdonare" in generale non mi piace molto.
Quando si comprende che ogni fase della vita è solo uno strato della coscienza che va dal più basso al più alto, non c'è niente da perdonare o farsi perdonare.

Sarebbe come dire ad una persona di perdonarsi di essere stato un bambino, oppure ad un laureato, di perdonarsi di essere stato alle elementari.

Io credo, anzi, che il perdono sia un voler trasformare qualcosa da cattivo a buono, ma non c'è da trasformare niente, c'è invece da accettare tutto, semmai rilasciarlo che è diverso dal perdonarlo.

Come diceva Tobias con l'esempio dei 4 shaumbra che incontravano il serpente, questo serpente, ossia le nostre paure, non vogliono essere trasformate o cambiate, sono una parte di noi e solo con la loro accettazione possiamo integrarle e rilasciarle.

Queste energie poi, ridiventano neutre e ci ritornano come potenziali.
Finchè saremo nella situazione di trasformare in buono, o volerci sentire buoni e bravi e quindi perdonare le cose che riteniamo cattive, non facciamo altro che alimentare le energie dualistiche.

Non c'è da dividere, da trasformare niente.
Perdonare può voler dire "non accettarti" o "non accettarmi" a meno che non ti penti e questo non è una vera accettazione.
Ho fatto qualcosa di sbagliato? Mi sento in colpa di qualcosa? Accettiamolo! Sentiamolo questo sentimenti ostico, viviamolo senza darci colpe.
Conviviamo con questo sentimento finchè non saremo liberi dal giudicarci.

Permettiamo di sentire la tortura della mente che non vuole sentire questo senso di colpa e nel suo perdono cerca solo di evitare questo dolore.
Finchè lo sentirà come un dolore, egli sarà ancora nel "giudizio" e quindi, anche perdonandosi o perdonando gli altri, non ne sarà uscito da questo suo giudicare.

Nell'accettare invece questo suo lato "brutto", nel non giudicarlo, nel non sentire più il bisogno di "perdonarsi" o "perdonare", avrà realizzato una unione con se stesso del bene e del male.
L'amore incondizionato, secondo me, nascerà prorpio nel non sentirci più in colpa di qualcosa ma senza avere più il bisogno di perdonarci, in questo modo significherà che ogni tipo di giudizio in noi sarà svanito.

Stare bene con se stessi sia nel bene che nel male è segno di aver trasceso questo giudizio continuo.
Se l'amore incondizionato non cerca la perfezione per amare, non cerca di cambiare e trasformare per poter amare, vuol dire che è un amore senza condizione appunto e quindi si aspetta solo accettazione di ogni parte di noi.
 

Postato da: fabiofinucci a 15:48 | link | commenti (1)


Commenti:


#1  11 Giugno 2011 - 05:14
 
Bellissimo Fabio,  non c'e' niente che  dobbiamo  perdonare...

Ci sono esperienze che scegliamo per  comprendere l'amore..

E' bello leggerti ..Grazie..

Rosa.
utente anonimo

Commenti

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