IDENTIFICAZIONE

sabato, 26 febbraio 2011
 
  
IDENTIFICAZIONEL'identificazione è la massima conoscenza che abbiamo, perchè è il “sentire”, la “coscienza” di essere.

All'inizio si conosce esternamente qualsiasi cosa, poi c'è l'intuito che nasce da dentro di sé e infine c'è l'identificazione.
L'essere ha conosciuto tutti i gradini dell'esistenza, prima come minerale, poi come vegetale, poi come animale e umano e poi ancora per quello che sarà.

E per poter conoscere questi gradini, egli ha “vissuto” nell'identificazione di questi, cioè vivendo, sentendosi quegli stessi gradini. E così, piano piano è diventato uomo, o meglio ora si identifica nell'essere umano.
E come essere umano si identifica anche nei suoi attributi, nella sua personalità e carattere.

Io sono un uomo, eppoi sono timoroso, intelligente, gioioso, triste, incapace, benevolo, cattivo ecc..
Se non si fosse identificato in un uomo, non avrebbe potuto conoscere la gelosia, l'invidia, la vergogna, l'orgoglio, la felicità, la soddisfazione ecc.

Ecco che tutto questo è sia vero sia non vero, nel senso che è vero perchè lo sente, lo vive, ci si identifica, sia non vero perchè lui non è tutto questo, ma l'unica maniera che aveva per conoscere queste sfaccettature, vibrazioni o come vogliamo chiamarle, era appunto identificarsi in un essere umano.

Quindi l' essere è uomo finchè si identifica in esso ed è un uomo con la sua personalità e carattere finchè si identifica in tutto ciò e questo è vero perchè esiste, ma non è vero perchè l'essere è anche molto di più, però essendo questa l'unica maniera per conoscere, deve per forza identificarsi in ogni gradino del suo essere, dal più basso al più alto, fino ad arrivare a identificarsi in Dio.

Questa identificazione non ha niente di errato, perchè altrimenti non avremmo potuto conoscere l'esistenza in ogni sua forma fisica, astrale e mentale, dalla cristallizzazione all'essere umano, ma allo stesso tempo l'uomo ha la possibilità di uscire da questa conoscenza per eccellenza, con la consapevolezza.

Allora lui sa a cosa è servito tutto ciò e se ne stacca piano piano, diventando un uomo che vive nel mondo ma senza essere più assorbito dal mondo. Piano piano la sua consapevolezza si alza e si identificherà in forme sempre più alte, fino a rendersi conto che in realtà non ha un'identità soggettiva, perchè può essere tutto e niente allo stesso tempo; lui è “coscienza”, è la “vita stessa”.

Identificarsi non vuol dire essere quello per cui ci si identifica, quando si identificherà in Dio, non vuol dire che sarà Dio, ma che lo conosce, sentirà come Dio. Noi siamo tutto e niente, non abbiamo un'identità vera e propria, siamo un “sentire”, una “coscienza” che vive e sente, ma senza avere un'identità, senza essere un soggetto.

Lo diventa ogni volta che vorrà, perchè siamo multidimensionali, potrà essere chiunque, identificarsi in qualunque cosa o essere proprio perchè non ha una vera e propria identità, soggettività, altrimenti ridiventerebbe limitato e circoscritto.

 

Postato da: fabiofinucci a 15:21 | link | commenti (1)


Commenti:

#1  09 Giugno 2011 - 09:42
 
Mi piacciono tutti i tuoi articoli,anch'io penso che la fiducia apre la nostra divinità e che le sofferenze e le delusioni che l'accompagnano sono il colore della consapevolezza ,ne definiscono i contorni. Dribblare la dualità conduce alla Grazia,questo bellissimo concetto che ci fa vivere dentro e sopra ogni avvenimento, con apertura e gioia profonda di scoperta.
grazie a te
Gabriella
utente anonimo

Commenti

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