IO SONO E NOI SIAMO

lunedì, 07 febbraio 2011
 
 
pineta altaCirca due anni fa, un'espressione strana si è formata dentro di me riguardo all'"io sono".
  
   Con un'amica americana di facebook che mi aveva scritto:"Io sono quello che sono", io avevo risposto:"si, "noi siamo quello che siamo" e lei mi aveva risposto ancora di si, "noi siamo quello che siamo".
   
   Ora però sono fermamente convinto che questo concetto del "noi" nell'"io sono" sia sbagliato e che avevo commesso un errore.
 
   Non so spiegare il perchè, ma sento che l'espressione "noi siamo quello che siamo" sia completamente errata.
  
   Cioè se "io sono quello che sono", anche "tu sei quello che sei" ed "egli è quello che è", ma dire "noi siamo quello che siamo" credo sia molto errato.
  Dopo questa mia convinzione senza spiegazione, mi sono ricordato delle parole di Tobias quando, molto tempo fa diceva che 1+1 non farà più 2, ma sempre 1.
  
   Lì per lì mi riusciva difficile comprendere questa cosa, e mi riservavo semplicemente di fidarmi di Tobias e magari comprenderlo molto in là, quando la nuova energia sarà più chiara.
  Ma ora penso di capire che effettivamente 1+1 fa sempre 1, appunto perchè dentro di me il concetto di "noi" nell'"io sono" credo sia erroneo.
  
    Mi spiace non essere più chiaro, perchè è qualcosa che sento convincente dentro di me, ma non è qualcosa derivato da un ragionamento o una fase analitica, mi è piombato come convinzione senza sapere il perchè.
  
    L'unica spiegazione che posso darmi è il fatto che, nel campo olografico, ogni piccola parte di qualcosa contiene dentro tutta la cosa e non è solo una parte in cui, insieme alle altre formano l'intera cosa. Quindi, ogni piccola parte è anche tutta la cosa e forse per questo non sarebbe giusto dire che più piccole parti non formano l'intera cosa, perchè essa è già intera in una.
  
    Nell'"Io sono" non esiste il plurale, ma tutto conduce sempre all'unità.
  Tutti gli esseri alla fine si ritroveranno nell'Uno e non come molteplicità.
 
   In pratica l'"Io sono" sarebbe la divinità che non è scissa, ma sempre intera anche se ognuno la vive individualmente.
 
   Per cui ognuno vive la divinità intera, si fonde interamente con essa, se l'altro, che ugualmente vive la divinità interamente, diventasse un "noi" con gli altri, è come se la divinità si ingrossasse maggiormente, mentre invece è sempre la stessa vissuta però individualmente da ognuno.

 
   Beh, a me era piombato questo "noi" che ad un certo punto mi sono detto, no, non può essere, è sbagliato, ma non sapevo perchè, sapevo solo che "sentivo" che era sbagliato.

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