LA NON-CONOSCENZA

lunedì, 27 dicembre 2010
 
 

Illusione
Forse sarà il mio senso mistico a prevalere, ma ho capito che se cresce la fiducia in noi, in Dio, nella vita stessa, le certezze non hanno più importanza.

Con la fiducia che tutto è programmato bene, che tutto è volto per il nostro bene, scopriamo la bellezza dell'incertezza, la sentiamo come un avere avanti a sè un orizzonte illimitato in cui spaziare, creare, liberarsi e correre con gioia.

La fiducia comprende e lascia spazio avanti a sè, invece la certezza comprende, ma è racchiusa in se stessa, non va al di là del suo compreso.
La certezza la senti come un limite, come un costruirsi una fortezza e vivere ristretti in quelle mura.
E' come mettere una musica in una cassetta e sentire sempre quella,anzichè sentire musica sempre nuova. Alimentare in noi questa fiducia ci fa sentire liberi di spaziare nel non conosciuto, nell'incertezza gioiosa di sentirci sempre nuovi in ogni istante, senza più cristallizzarci in concetti e convincimenti.

Sentirci vuoti dentro di noi, affinchè venga sempre riempito del nuovo, sempre riempito da nuove intuizioni. La vita è movimento, lasciamoci trasportare da questo flusso sempre nuovo.
Dali (un Maestro del Cerchio Firenze '77) dice:

Citazione:
"Tutto deve essere sempre posto nuovamente in discussione.
Guai se l'uomo si fissasse per tutta la durata della propria esistenza dei capisaldi dei quali poi mai più volesse prescindere.
Non vi diciamo che questi devono essere fissati per il tempo necessario a comprendere, ma con molta semplicità e facilità possono essere, anzi debbono essere, abbandonati e sottoposti, via via, a nuove verifiche."


La conoscenza è diversa dalla certezza, si può conoscere e convincersi anche senza la certezza che lo sia. La conoscenza è importante, ma la certezza, per noi non lo è, tanto è vero che viviamo nell'illusione eppure questa ci porta ugualmente ad evolvere.

Non è importante conoscere la verità per noi ora, perchè le nostre convinzioni, vere o sbagliate che siano, ci fanno comunque crescere, per cui la certezza diventa solo un supporto dell'io che vuole sicurezza, perchè si sente insicuro, fragile, vulnerabile.

La non conoscenza è come l'intuizione in cui tu sai, ma senza ragionamento, perchè si avvicina di più al sentire, quel sentire che è identificazione e non più percezione.

La certezza è assorbire ogni cosa al proprio ragionamento, mentre la fiducia è espanderla alle cose, come il colore nero che assorbe in sè tutti i colori e il colore bianco che invece li espande tutti.
Questo è il mio sentire ora, che sia giusto o sbagliato non importa, perchè è comunque vero per me ora e se un domani non lo sarà più, meglio ancora,vuol dire che non ho smesso di crescere e camminare.

Certo, Dio ha fatto le cose con una precisione millimetrica, l'universo intero ha perfette leggi fisiche e matematiche, sicchè la certezza è un dato di fatto, prima o poi.

Il mio era solo un modo, come dire, che ti importa se sei nel vero o no, vivi tranquillo, sereno e fiducioso, perchè tanto la certezza di essere nel vero è meno importante di quello che crediamo, è un sentire gioioso e libero di vivere nell'incertezza e soprattutto nel predisporsi continuamente ad accogliere in te le energie dell'universo, svuotandoti dalle tue paure e insicurezze lasciando campo libero al nuovo, alla scoperta continua, come quando vivi in un sogno e lo stai esplorando momento per momento senza sapere cosa succederà successivamente, e ti accorgi che proprio in questa insicurezza, in questa scoperta continua, sta la bellezza del vivere.

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