LA TORRE DI BABELE (e le sue dinamiche energetiche)





    Come dal racconto biblico, l'uomo volle costruire una torre così alta da voler toccare il cielo e raggiungere Dio, ma questa non si realizzò mai e addirittura Dio li disperse dando origine a diverse lingue.
        Nella mia esperienza personale ho potuto appurare questo: “
    Spesso ci prefiggiamo degli obiettivi, delle presunte soluzioni, dei metodi, dei fini molto elevati per poi accorgerci che dopo poco, essi ci crollano.”
    Proprio come la Torre di Babele.

        Da sempre l'uomo ha bisogno di appoggi sia materiali che psicologici o spirituali, ma ogni volta che questi appoggi diventano un obiettivo da raggiungere, questi crollano, si dissolvono o non ci soddisfano più e cerchiamo altro.
        Nella spiritualità specialmente, si cercano parole, verità da seguire, da mettere davanti a noi come obiettivo, per iniziare un percorso ed ecco che, una volta che ci viene a crollare questo obiettivo, ci sentiamo togliere la terra sotto i piedi, e questo ci spaventa e così ri-iniziamo un'altra ricerca, un altro obiettivo più solido da poter seguire e così via.
     
       Si parla d'amore, di fiducia, di altruismo, di lasciar fluire il proprio Sè, di abbandonarsi a Lui, ma poi ci accorgiamo che lo controlliamo, che verifichiamo i nostri piccoli successi spirituali, se siamo andati avanti, giudichiamo i nostri passi......in pratica non ci spostiamo di un millimetro dalla nostra dualità, dal nostro limite e quel "sentire" interiore rimane bloccato.

       Forse potremo parlare allora di essere vuoti, ma anche il vuoto potrebbe essere un mezzo per voler "possedere" il nostro Sè.
    Potremo tirare fuori tantissime vie da percorrere nel nostro cammino spirituale, ma ognuna, immancabilmente crollerà.
    Il Sè non vuole controllo, ma totale fiducia! Ecco un'altra bella parola da riempirci la bocca, ma anche qui, la fiducia, per quanto bella, potrebbe crollare, qualora, sottilmente vorremmo controllarla e farla nostra.

        C'è stato un momento che nella mia vita sentivo l'importanza della fiducia
    (come d'altronde anche adesso), che se non avevo fiducia non sarei cresciuto, la nuova energia non sarebbe arrivata ecc., e questo mi disperava, iniziavo a crearmi sensi di colpa perchè non sentivo questa fiducia, mi sentivo incapace di crescere, così, con tutto questo ragionare in me ho capito che non dovevo prestarne troppa attenzione, che della fiducia ne avevo costruito un capisaldo, una via da seguire e questo mi rendeva inquieto, incapace, pauroso.
        Così ho realizzato che questo preoccuparmi era derivato dal voler seguire una via, una mèta da raggiungere, proprio come costruirsi una torre di babele
    .
        Nel momento in cui ho pensato che "fiducia" e "sfiducia" non sono altro che due sentire diversi e nient'altro, tutte le mie paure interiori, sensi di colpa e incapacità dovuto al voler raggiungere un traguardo, sono svaniti e, di conseguenza e paradossalmente, la mia fiducia era diventata anche più forte.


       Credo sia importante ascoltare sempre se stessi e non seguire obiettivi che riteniamo più grandi di noi, perchè seguire qualcosa o qualcuno vuol dire metterci in secondo piano e non importa che quel qualcosa o qualcuno sia di alta levatura, il nostro essere non dovrebbe conformarsi ad un'ideale da seguire, ma dovrebbe trovare la propria essenza e bellezza, indipendenza ed autenticità.
        C'è già tutto dentro di noi, perciò anziché costruire una torre alta fino al cielo, dovremmo solo togliere quei residui interiori che non ci permettono di vedere il proprio essere chiaro e limpido.
    Finchè ci appiglieremo al di fuori, creeremo altre energie illusorie in cui il proprio io è bravo poi a manipolare; entrare in noi stessi invece, è entrare nell'essenza di noi stessi, nel cuore di noi stessi, consapevolizzare ciò che ci anima nelle dinamiche interiori; è mettere luce all'oscurità, rendere cosciente l'inconscio.

          L'"io" si dispera, perchè vuole appoggi e cercherà in tutti i modi di trovare un'altra verità, un'altra filosofia di vita da seguire, insomma tutto quello possibile e immaginabile purchè esso si senta sicuro, per continuare la propria illusione, perchè, quando non sente più queste energie si sente svuotato, fuori controllo e questo stato non riesce a digerirlo.
        Rimanere in questo stato, ascoltarlo, non alimentare ulteriormente queste energie che poi originano altre energie opposte; ascoltarsi in questo nostro sentirci frustrati, anche se ci sembra di non fare niente, perchè la mente ci tormenterà con le critiche e giudizi suoi, è più utile che assecondare la mente e continuare quella nostra lotta interiore dove la personalità cerca disperatamente appigli per sentirsi più energica.
    Io credo che proprio nel fiaccare questo io, questa illusoria personalità, delle sue energie, piano piano si dissolverà, perchè mentre l'io crede di dover raggiungere una cima, un vertice molto alto, la propria coscienza invece sa che non c'è niente da raggiungere, perchè tutto è già dentro di noi.
        Ma osserviamo sempre che in noi questo non diventi un metodo, già vedo il mio io armarsi di scudo e spada e combattere contro se stesso, ora è felice, ha trovato altra energia di sussistenza, altra illusione da combattere, in cui confrontarsi, chi vince non importa, intanto ha qualcosa per continuare a sostenersi, altra energia di cui nutrirsi.
       
       Entrare nell'essenza di noi stessi, nel cuore di noi stessi, è togliere ogni cosa che l'oscura, è liberarlo dalla illusione e quindi conoscere bene tutti questi meccanismi interiori di cui si nutre il proprio io, ma non è un “togliere”, un “liberare” nel senso di azione, di “giudizio”, altrimenti si ricade sempre nella stessa trappola, ma un osservare attentamente senza alcun giudizio, perchè il giudizio separa sempre e attiva le dinamiche della dualità dove c'è sempre un conflitto.
    (E anche se ci scappa un giudizio, non diciamo subito:”non devo giudicare”, perchè non facciamo altro che continuare il giudizio. Osserviamolo solamente!)
       Ecco il significato del “conoscere se stessi”, e liberare l'essenza, il cuore di noi stessi vuol dire lasciar fluire la vera coscienza, quella che già sa, che già “è” e non ha bisogno di costruire torri. Questo è anche il significato del “lasciar andare” o anche del “permettere”, e cioè rimanere nell' ascolto di noi stessi, nel "sentire" questo vuoto di noi senza farci prendere dalla paura, dai rimproveri della mente, affinchè possa fluire la nostra coscienza.
        Far sbocciare quel fiore interiore che già siamo e non costruire una personalità perfetta da rincorrere.

Commenti

  1. Vero, é vero ció che scrive. Proprio oggi pensavo al fatto che in realtá dentro c´´e sempre la volontá di controllo degli eventi, delle circostanze delle nostre emozioni. Invece sarebbe molto meglio creare fiducia e abbandonarsi al flusso, perché tutto é come deve essere. Solo che poi ascolto qualche notizia e il mondo crolla. Sento di menzogna, intenzioni cattive, mancanza di rispetto per l altro, per i bimbi etc... ci vogliono pieni di paura e senza fiducia, quando invece la vita é piena d´amore. Devo accettare la rabba il mondo cosi comé pensando che é giusto cosi? o devo accettare la mia rabbia quando leggo ingiustizie? l unica soluzione per me é non ascoltare affatto chi vuole infondere rabbia e paura. Ma possono l´energia nuova e la paura convivere sullo stesso pianeta?

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    1. Ascolta te stesso senza giudicarti, ascolta la tua rabbia, la tua paura, ascoltala nel profondo di te senza giudicarla e loro stesse ti parleranno. Non c'è una vita fuori di noi, staccata da noi stessi, la vita e noi siamo fusi insieme e l'unico modo per sentirne la verità è sentirla dentro, la conoscenza da fuori è solo per un obiettivo della mente che ha poco fondamento, prima o poi crollerà, le fondamenta forti invece le avrai se permetti a te stesso di "sentire" la vita dentro di te. Non fermarti a giudicare solo l'esterno, questi è solo la manifestazione del nostro interiore, se ti si guasta il computer non lo aggiusti lavorando sul monitor, ma aprendo il computer all'interno.

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    2. Ah conosco molto bene Urbino e un po´Fano. Ci ho studiato diversi anni. Ora vivo all´estero, ma porto questa bellissima terra nel cuore. Tanti saluti!

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