LA PARTICELLA "IO" (2)
L'ego non è soltanto nella persona che si comporta più o meno in modo egoistico, l'ego è
l'identificazione con la persona stessa, è da lì che nasce il senso di separazione.
l'identificazione con la persona stessa, è da lì che nasce il senso di separazione.
Se ci si osserva bene dentro si avverte che in ogni pensiero e sensazione la concentrazione è su se stessi, sul "me" che pensa che dice e che fa, sul "me" che guarda, che assaggia, che sente ecc. Le paure, le mancanze, le preoccupazioni provenienti anche dal mondo animale fanno si che ci si avvolge in una specie di protezione, ci si circoscrive a se stessi creando appunto una separazione all'interno della stessa realtà, come una bolla in cui creiamo il nostro mondo soggettivo e dualistico.
In termini quantistici potremmo dire che polarizziamo la materia indifferenziata materializzandola in particella. Inconsciamente la nostra mente è sempre tesa alla nostra personalità in qualsiasi azione, cioè a quel soggetto sott'inteso, ma così facendo circoscriviamo e polarizziamo noi stessi creandoci una particella/io.
Tutto quello che avviene all'interno di questa bolla circoscritta e polarizzata risponde poi alle leggi dualistiche di causa ed effetto per riportarci al nostro vero essere. Il succo di questo mio discorso è poter avere una consapevolezza più alta che osserva al di sopra della personalità stessa e non all'interno di questa, prima ancora di aver polarizzato questa energia.
Lo stato di protezione a noi stessi, le stesse paure ci magnetizzano consolidando maggiormente la
falsa identità nella persona. Se proviamo ad osservarci, a sentirci anche nel solo atto del pensare
senza entrare nel pensiero vero e proprio, possiamo sentire come la mente si concentra in se stessa e
spesso è motivata proprio dalla protezione di sè verso le paure che si presentano.
Queste paure fanno da stimolo proprio per comprendere come nella nostra reazione ad esse noi inconsapevolmente ci proteggiamo, ma così facendo ci isoliamo dalla realtà. Questa nostra protezione all'inizio è una fortezza che ci fa sentire sicuri, ma poi si trasforma in prigione, anche se questa fortezza è un castello dorato, è pur sempre una prigione per l'essere che siamo e per questa nostra cristallizzazione la vita cercherà in ogni modo di smantellarla al fine di far fluire l'essere che siamo.
Comprendendo che questo meccanismo inconscio interiore non ci aiuta nel far fluire la nostra vera identità, il nostro vero essere, potremmo fermare la nostra attenzione proprio lì, in quel frangente, prima ancora di cadere dentro la bolla circoscritta della personalità. Come suggeriscono i maestri illuminati del passato e del presente, fermarsi nel Sè e non scivolare dentro la personalità.
Questa sarebbe un livello di consapevolezza più alto.
Dalla personalità, come dicono i Maestri, non si arriva all'essere, sarebbe come voler portare il nostro
io nell'aldilà, allora conoscere se stessi è comprendere tutto questo per poter sciogliere quella bolla
circoscritta che ci isola dalla realtà fin dalle radici.
Dalla personalità, come dicono i Maestri, non si arriva all'essere, sarebbe come voler portare il nostro
io nell'aldilà, allora conoscere se stessi è comprendere tutto questo per poter sciogliere quella bolla
circoscritta che ci isola dalla realtà fin dalle radici.
Commenti
Posta un commento