PICCOLA RIFLESSIONE




   E se imparassimo semplicemente a rilassarci e goderci la vita, chi ce lo impedisce? Forse l'illusione di dover raggiungere una méta? Di dover crescere per meritarci un premio? Di dover evolvere per una missione di vita? Di dover migliorare liberandoci dei nostri limiti, affinchè l'essenza di noi, il cuore del nostro essere possa risplendere?

   O forse tutto questo percorso ad ostacoli è solo dovuto ad una convinzione errata che abbiamo della vita e che proprio questa convinzione crea un tempo, un futuro posticcio in cui mi prodigo di dover vivere?

   “Voi siete limitati, non perchè lo siete veramente, ma perchè vi sentite limitati”. (Cerchio Firenze '77)

   E se tutte le conoscenze, le crescite, le consapevolezze, le evoluzioni presunte non fossero altro perchè ancora non sappiamo aprirci e lasciarci semplicemente andare all'essere che siamo veramente?    Che tutti i limiti che crediamo di avere sono solo scuse per il fatto che ancora non ci crediamo per davvero?

   E se fosse tutto semplicemente una questione di convinzione? Sono convinto di avere limiti e mi prodigo nel toglierli; sono convinto di non avere limiti e mi rilasso e mi godo la vita nell'essenza di me.
    Mi lascio andare con fiducia e convinzione bevendo direttamente dalla fonte del mio essere, invece di aspettare che sia il mondo ad insegnarmi a vivere. Mi fido più di Lui che del mio io.

   Mi lascio andare nel vuoto di me stesso, attingendo direttamente dall'essenza/assenza di me.       Nessuno, se non me stesso, mi può impedire di vivere tranquillo e sereno, solo la mia convinzione di dovermi perfezionare, raggiungere un traguardo, dovermi evolvere me lo impediscono, ma queste sono solo mie errate convinzioni.
   Tutto è già qui, tutto è presente, manca solo la mia di presenza nell'essere qui, adesso, con tutto me stesso, senza spostare il tutto ad un futuro apparente, ad una méta apparente, che è solo nella mente di chi ne è convinto ed in questa convinzione immagina e crea il suo percorso, il suo cammino, il suo futuro apparente.
    Sono qui, presente, unito a me stesso nella mia divinità, di cosa avrò mai più bisogno?

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