LA VERA LIBERTA'
<<Libertà non è la possibilità di fare ciò che si desidera. Ciò che si desidera è sempre conseguenza di
una necessità, frutto di incompletezza e di limitazione.
Libertà è la possibilità di sottrarsi ad uno stato di limitazione ed è un attributo crescente
dell'evoluzione.
E' assolutamente libero chi non è soggetto ad alcuna limitazione.>>
(“Dai mondi invisibili” CF77)
una necessità, frutto di incompletezza e di limitazione.
Libertà è la possibilità di sottrarsi ad uno stato di limitazione ed è un attributo crescente
dell'evoluzione.
E' assolutamente libero chi non è soggetto ad alcuna limitazione.>>
(“Dai mondi invisibili” CF77)
Il volere è sempre dovuto a una necessità, a un bisogno o a una mancanza, perciò è un volere
condizionato e non vero o puro. Se, invece, derivasse da uno stato neutro (senza necessità), ci si
accorge che non si avverte nemmeno il bisogno di volere e questo è lo stato dell'essere.
Perciò non sta nel desiderare qualcosa o nel raggiungere qualcosa, ma nel comprendere molto
profondamente la limitazione stessa che fa scaturire quel desiderio.
Quando tale limitazione la si comprende per quale è, allora subentra una specie di rifiuto del suo
proseguire, la si abbandona coscientemente.
Ed è proprio in quell'abbandono naturale, in quel sottrarsi, il suo vero attributo crescente dell'evoluzione, perchè è segno di aver compreso appieno la limitazione, tale da liberarsene.
La massima limitazione è quell'io che genera tutte le altre limitazioni.
La massima limitazione è quell'io che genera tutte le altre limitazioni.
Tutte le azioni e pensieri dell'io sono sempre re-azioni a qualcosa che è a monte, a ragioni che hanno
una causa più profonda. L'io non è, quindi, il vero artefice dei suoi pensieri, delle sue parole e delle
sue azioni, perchè questi sono tutti generati da una causa superiore a lui.
Quando si comprende questo ci si accorge che, come dicono le parole sopra esposte, la vera libertà non è nel soddisfare i voleri o desideri che sono re-azioni a cause più interiori, ma è sottrarsi a quello stato che denota una o più limitazioni.
E questo sottrarsi vuol dire consapevolizzare alla radice la vera causa che tutto origina.
Infatti ultimamente sto verificando che se ad una determinata situazione non antepongo la paura o
preoccupazione, quella stessa situazione si risolve da sola e a volte anche in maniera impensabile. Se
invece lascio che la paura si insinui dentro di me e reagisco di conseguenza, quella situazione si blocca
e mi crea difficoltà.
Essere sereni e lasciare che le energie fluiscano non è solo fiducia nella vita o in Dio, ma anche, una questione fisico/cinetica.
Le energie sanno cosa devono fare e se ci lasciamo avvolgere ci informano come meglio procedere o addirittura risolvono loro stesse le situazioni. Ma è importante capire che questo, più che essere un atteggiamento dell'io, deve essere una consapevolezza acquisita, in pratica si mette il proprio io da parte senza permettere alla paura di prendere il sopravvento, in modo da lasciare che le energie fluiscano da sole verso la soluzione migliore.
E' comprendere che l'io non risolve niente se non solo temporaneamente, anzi, chiudendo il
flusso energetico, piuttosto diventa l'ostacolo.
flusso energetico, piuttosto diventa l'ostacolo.
Ecco che quelle parole sopra citate, hanno molto più senso. Libertà non è seguire un desiderio
generato da una re-azione di un io inconsapevole che è sempre frutto di una necessità dovuta a
incompletezza e limitazione, ma, appunto, la possibilità di sottrarsi a quello stato di limitazione; in
pratica, più l'io si fa da parte e più tutto fluisce meglio.
generato da una re-azione di un io inconsapevole che è sempre frutto di una necessità dovuta a
incompletezza e limitazione, ma, appunto, la possibilità di sottrarsi a quello stato di limitazione; in
pratica, più l'io si fa da parte e più tutto fluisce meglio.
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